La nostra Artigiana Rock

Testo di Andrea Forapani

Ho conosciuto Michela in un pomeriggio di febbraio. Eravamo tutti seduti ad un tavolo, mentre Michela stava in piedi, di lato, imbacuccata in un cappotto da lavoro con il cappuccio. Mi guardava con gli occhi profondi, senza dire una parola.

Silvano ha cominciato a produrre mobili 60 anni fa. Faceva il prototipista per Knoll, e molte altre grandi aziende del mondo dell'arredamento. È un uomo di poche parole, che si nasconde indaffarato dietro a delle pile di sedie disposte a semicerchio.

Ha gli occhi che brillano di gioia.  Ogni giorno, con una bacchetta di ottone ed argento, ed una fiamma ossidrica tra le mani, salda oggetti che si vendono in tutto il mondo.  Ha imparato e migliorato una tecnica speciale che si chiama saldobrasatura. La sua azienda salda oltre 60 mila sedie l'anno ed ogni volta che Silvano ripete il gesto lo perfeziona, ha una tecnica che nessuna macchina può replicare. 

"L'artigianato non è una stanza scura con le luci soffuse e la cera sul pavimento, è un concerto rock di sorrisi, colori e uomini straordinari."

Dopo 40 anni di attività ha conosciuto Michela, una sarta che lo guardava stupita, rifinire ogni oggetto con attenzione.  Ci sono voluti alcuni mesi perchè si decidesse ad insegnare alla sarta i segreti del suo lavoro.  Non ho mai visto tanta intesa con un saldatore tra le mani. 

Michela indossa dei Rayban a goccia per proteggere gli occhi chiari dalla luce, tiene la fiamma ossidrica come stesse danzando, e si muove tra un punto e l'altro, come in un set cinematografico.

"Come sei passata dalla sartoria al metallo? Mi incuriosiva molto, devo dire. Poi sono due mestieri molto simili, quando sbagli te ne accorgi sempre per il dolore alle mani."

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